Civita di Bagnoregio: cosa fare nel paese che muore

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Civita di Bagnoregio è una piccola frazione – del comune di Bagnoregio, appunto – a cui sono stati dati dei soprannomi molto particolari. Civita è conosciuta infatti anche come il paese che muore o ci si riferisce ad essa con la città che muore.

Non bisogna però lasciarsi spaventare dei nomi, dal momento che questa frazione in provincia di Viterbo è stata inserita nella lista dei borghi più belli d’Italia ed è ogni anno meta gettonata del turismo sia nazionale che internazionale.

Situato al centro della Valle dei Calanchi, il paese che muore riesce ad affascinare i visitatori, che si troveranno a doversi spostare lungo delle stradine strette e caratteristiche. Il borgo sorge tra due valli, da un lato il Fossato del Rio Chiaro e dall’altro il Fossato del Rio Torbido. Per accedere al centro storico di questo piccolo borgo bisogna procedere su un viadotto di cemento, al termine del quale ci sarà la porta per accedere alla parte storica di questa frazione di Bagnoregio.

Storia di Civita di Bagnoregio

E’ interessante conoscere la storia di questo borgo e l’evoluzione nel numero di abitanti. Per apprendere le origini della frazione bisogna tornare indietro nel tempo fino all’epoca etrusca, durante la quale un popolo – le cui tracce non sono rimaste, infatti non si è riusciti a risalire al nome – era riuscito a colonizzare un’ampia zona del centro del nostro paese.

Durante l’età romana Civita ha vissuto una fiorente crescita, fino ad essere considerata una vera e propria civitas. Ciò a cui i visitatori si trovano di fronte oggi non è l’aspetto che il borgo aveva in epoca romana, ma quello che presentava durante il Medioevo. E’ proprio da quest’epoca che il borgo non ha subito notevoli modifiche e ciò spiega come mai sembri di essere stati teletrasportati in un periodo storico diverso da quello in cui attualmente viviamo.

Il numero di abitanti del borgo ha iniziato a subire un calo a partire dell’Ottocento, in particolare dovuto all’instabilità strutturale della zona. I cittadini si sono da sempre dovuti confrontare con questa instabilità, mettendo in atto delle misure straordinarie – e talvolta molto creative – per adattarsi all’ambiente. Il calo è stato progressivo e quasi tutti si sono trasferiti a poca distanza nel comune di Bagnoregio, di cui appunto Civita è una frazione.

Attualmente la città che muore conta solo 11 abitanti ufficiali. A questi si aggiungono i turisti e coloro che trascorrono qualche settimana o qualche mese nel borgo nel corso dell’anno, ma che non vi vivono in maniera fissa.

Cosa vedere a Civita di Bagnoregio

Trattandosi di uno dei borghi più belli d’Italia, tutti dovrebbero pensare di fare una tappa per visitarlo. Quando ci si reca in zona è utile sapere cosa vedere a Civita di Bagnoregio, per essere certi di non perdere nulla di importante.

Per accedere al borgo bisogna attraversare la Porta Santa Maria, che è al momento l’unica possibile via di accesso. Il costo per l’accesso è stato fissato a 5 euro ed è utile all’amministrazione locale per prendersi cura delle bellezze racchiuse in questo borgo.

Basta fare qualche passo all’interno del centro storico per rimanere senza fiato: Civita è un borgo fuori dal tempo e sembra non aver subìto l’influenza della modernità. Una delle zone più affascinanti del centro storico è il Belvedere, ovvero una piazza da cui i turisti potranno restare a bocca aperta osservando lo strapiombo del Calanchi, sul quale la stessa piazza si affaccia.

Il consiglio è di visitare il piccolo paese facendo un giro per le sue stradine strette, per poi ammirare le bellezze architettoniche che offre. In particolare, i turisti che vi si recano scelgono di visitare il Palazzo dei Bocca, il Palazzo degli Alemanni ed il Palazzo dei Colesanti. Questi erano le dimore delle famiglie nobili che abitavano a Civita e che sono state erette nel corso del Rinascimento.

Nel Palazzo degli Alemanni ha sede il museo geologico e delle frane, anche questo un’attrazione da non perdere nel corso della propria vacanza alla scoperta della storia del paese che muore. Sono diversi i temi trattati in questo museo, con particolare attenzione per il dissesto idrogeologico, che si è detto essere stato un problema sempre centrale per il borgo.

Il centro è anche la zona perfetta per chi ha intenzione di acquistare dei prodotti tipici, da gustare in loco o da portare a casa, magari come pensiero per amici e familiari.

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