[Aggiornato] I vegani pensano solo agli animali? Ecco il progetto di Matteo per il Burkina Faso

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“I vegani pensano solo ed esclusivamente agli animali”. Questa è un’affermazione che sentiamo abbastanza di frequente. È vero, i vegani animalisti scendono in piazza per gli animali, partecipano a cortei e manifestazioni in difesa degli animali, partecipano a cene benefit di raccolta fondi per associazioni e rifugi di animali, in difesa degli ultimi fra gli ultimi.

Ma chi ha una così grande sensibilità verso la più piccola delle creature può non avere altrettanta sensibilità verso le sofferenze dei propri simili?

Qui raccontiamo la storia e il progetto di Matteo Cornacchia, vegano, animalista e molto sensibile al tema dei disagiati. Matteo lavora come operaio presso un’azienda siderurgica vicino a Brescia ed è qui che 14 anni fa ha conosciuto Erik, un ragazzo proveniente dal Burkina Faso con cui ha stretto un rapporto di amicizia e di reciproca fiducia.

IL Burkina è un paese estremamente povero, che non dispone di alcuna risorsa naturale. Al di fuori delle città principali, il paese è disseminato di centinaia di piccoli villaggi, dove le persone vivono in comunità tradizionali nelle quali poco è cambiato in migliaia di anni, tanto più quanto il villaggio è lontano dalle vie di comunicazione.

Erik, che una volta all’anno si reca nel Burkina Faso a trovare i suoi parenti, ha condiviso con Matteo il dramma della mancanza di acqua potabile nei villaggi di questo Paese (così come in moltissimi Paesi dell’Africa) e di come con solo 3.800 euro (2.550.000 Francs CFA) sarebbe possibile costruire una pompa manuale che porti l’acqua nel villaggio.

Come ai tempi dei nostri bisnonni quando c’era il pozzo nella piazza del paese, qui si realizzerebbe una pompa che consentirà agli abitanti di questo villaggio di avere l’acqua vicino alla propria abitazione evitando così di percorrere chilometri a piedi per andarla a prendere alla lontana fonte.

E così Matteo ha pensato di attivarsi per raccogliere fondi per la realizzazione di questo pozzo. Ha quindi sparso la voce e creato un evento su Facebook per raccogliere i soldi necessari.

Per la costruzione e messa in opera del pozzo, è stato richiesto un preventivo ad una ditta locale – vedi preventivo. La speranza è che durante il prossimo viaggio di Erik, la prossima estate, si sia raccolta la somma necessaria e che si possa dare il via alla realizzazione.

La costruzione e la messa in funzione del pozzo richiederà circa 7 giorni di lavoro in loco. Ovviamente verrà tutto documentato sulla pagina dell’evento creato su Facebook. Matteo non fa parte di nessuna associazione ma ha deciso di portare avanti questo progetto autonomamente, prendendosene la piena responsabilità.  Ognuno di noi può farlo, individualmente,  cercando di dare aiuto a chi ne ha più bisogno, ma intanto possiamo aiutare lui a realizzare questo bellissimo progetto in Burkina Faso.

Aggiornamento Luglio 2019

Finalmente, grazie alle donazioni ricevute, è iniziata la costruzione del pozzo. Nonostante degli intoppi tecnici, dovuti a dei macchinari piuttosto datati, l’impresa è riuscita a concludere la trivellazione solo pochi giorni fa. E’ stata dunque installata la pompa e nella notte del 4 luglio, come per magia, è finalmente uscita acqua dal pozzo.

La pompa è dunque funzionante dal 6 luglio ed è in grado di soddisfare il fabbisogno dell’intero villaggio.

immagine donna che trasporta acqua via shutterstock

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