Ragadi: cause, sintomi e come curare

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Le ragadi sono un problema molto diffuso nella popolazione generale. Si tratta di lesioni lineari che colpiscono sia le mucose che la pelle e che si presentano con una sintomatologia dolorosa molto intensa avvertita dal paziente.

Si tratta di lesioni che si localizzano nella parte superficiale della cute, anche se talvolta il loro aspetto potrebbe far supporre una localizzazione più profonda. Di solito queste lesioni raggiungono una lunghezza massima di un paio di centimetri, anche se più raramente possono essere anche più lunghe.

Ci sono anche delle localizzazioni più frequenti per queste lesioni che è bene conoscere. In particolare, le lesioni si localizzano a livello dell’ano, dei capezzoli e delle labbra. Questo comunque non esclude che si possano avere anche altre localizzazioni, seppur meno frequenti.

Cause delle ragadi

E’ importante conoscere innanzitutto le cause delle ragadi. La condizione che predispone alla formazione di queste lesioni lineare di cute e mucose è la ridotta distensibilità dei tessuti. La ridotta distensibilità può essere dovuta ad una ipercheratosi – ovvero ad un ispessimento dei tessuti – o anche una disidratazione degli epiteli.

L’alterazione strutturale dell’architettura dei tessuti comporta una maggiore fragilità tissutale e predispone dunque alla formazione di lesioni. Le ragadi nello specifico si presentano come lesioni lineari superficiali, che devono essere riconosciute e trattate, non solo per alleviare la sintomatologia dolorosa, ma anche per evitare che vadano incontro a sovrainfezioni.

L’alterazione dell’architettura tissutale può essere dovuta a diversi fattori. Innanzitutto, agenti chimici – tra cui vanno ricordati anche i saponi – e termici possono alterare le caratteristiche di cute e mucose. Anche stress meccanici e traumi da sfregamenti possono contribuire in maniera negativa.

Non bisogna dimenticare le malattie infiammatorie della cute. Queste determinano uno stato flogistico a carico dei tessuti e possono diventare il fattore scatenante la comparsa delle lesioni di cui si sta parlando.

Quali sono i sintomi?

Per parlare dei sintomi delle ragadi bisogna sottolineare innanzitutto che essi differiscono a seconda della sede. In base alla localizzazione della lesione si avrà dunque una sintomatologia diversa, più o meno intensa a seconda dei casi.

Partiamo dalla ragade anale, dicendo che in questo caso il sintomo principale avvertito dal paziente è un dolore urente intenso a livello dell’ano. Il dolore è presente anche a riposo, ma aumenta notevolmente quando si evacua. Dopo la defecazione il dolore tende a scomparire nel giro di alcuni minuti, ma nei casi più gravi può durare anche per un paio d’ore.

Un altro sintomo caratteristico a livello anale è la presenza di sangue, che si può notare ad esempio quando ci si pulisce con la carta igienica. E’ utile quindi controllare se si avverte un dolore a livello anale.

La ragade al labbro è caratterizzata invece da dolore localizzato nella zona ed è spesso associata ad uno stato infiammatorio di base. Si parla infatti di cheilite, condizione predisponente la comparsa delle lesioni.

Abbiamo poi la ragade del capezzolo, che è caratterizzata da sintomatologia variabile. In alcuni casi si avverte solo un fastidio temporaneo, in altri casi invece si avverte un dolore intenso, accompagnato anche da sanguinamento.

Come curare le ragadi

Per concludere vediamo come curare le ragadi. Il trattamento deve essere intrapreso in maniera tempestiva e corretta, per evitare peggioramenti della situazione e sovrainfezioni. Il punto fondamentale è rimuovere la causa delle lesioni.

Per il trattamento locale viene consigliato l’uso di pomate cicatrizzanti e se necessario di antibiotici topici. La terapia non deve essere scelta in autonomia, ma si consiglia di chiedere al medico curante, che sarà in grado di indirizzare verso l’iter terapeutico più appropriato. Sono necessarie alcune settimane prima che le lesioni guariscano del tutto, a patto che la causa di base sia stata eliminata correttamente.

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