Rifiuti sull’Everest: la montagna è diventata una discarica

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L’Everest è una delle montagne più ambite dagli scalatori di tutto il mondo ed è proprio a causa loro che è insorto il problema dei rifiuti sull’Everest. L’alpinismo commerciale, che ha portato migliaia di scalatori ad avventurarsi verso la cima di questa montagna, ha fatto sì che sempre più rifiuti venissero abbandonati nei campi base e non solo.

Molti di questi rifiuti risalgono a decine di anni fa e stanno tornando alla luce a causa del surriscaldamento globale, che sta determinando uno scioglimento sempre più veloce dei ghiacciai. Tra i rifiuti si trovano delle tende fluorescente – quelle usate tipicamente dagli scalatori – dei contenitori che gli alpinisti portano con loro durante le scalate ed infine le attrezzature da scalata, abbandonate senza alcun rispetto per la natura.

Tra i rifiuti sull’Everest non si trovano però solo gli oggetti necessari per la scalata, ma anche i prodotti naturali dell’uomo. A nessuno verrebbe in mente, ma le feci umane sono un problema importante, per il quale bisognerà trovare una soluzione se si vorrà continuare ad utilizzare l’Everest come meta dell’alpinismo commerciale.

Sia il Nepal che la Cina hanno tentato di arginare il problema proponendo delle possibili soluzioni. Questi sono i paesi che si trovano in prima linea a dover fronteggiare il problema, perché è sul loro territorio che sorgono i due campi base, meta ogni anno di migliaia di turisti. L’Everest è diventato a tutti gli effetti una meta turistica, che non attira più solo gli alpinisti esperti, ma anche scalatori che desiderano fare un’esperienza diversa e che non pretendono di arrivare fino alla fine della scalata.

rifiuti everest

Se questo da un lato ha consentito di far conoscere a più persone le bellezze naturalistiche del nostro mondo ed ha dato un contributo allo sviluppo dell’economia locale, dall’altro ha portato ad un aumento della produzione di rifiuti. Il problema non è tanto l’alpinismo commerciale, ma il comportamento delle persone – che si mostrano irrispettose nei confronti dell’ambiente e delle altre persone – e la mancanza di adeguati controlli, per evitare che i rifiuti vengano abbandonati e non riportati a valle.

Per i team in partenza dal campo base del Nepal, si è deciso di chiedere a ciascun team di versare una cauzione di 4.000 dollari. La cauzione sarà restituita ai membri del team solo a patto che ciascuno di loro ritorni al campo base portando con sé almeno otto chili di rifiuti. Questo dovrebbe evitare che gli alpinisti abbandonino i rifiuti sulla montagna, contribuendo ad incrementare l’inquinamento già presente e ad aumentare i rifiuti sull’Everest.

La Cina ha invece scelto di chiudere momentaneamente il suo campo base. Si tratta di una soluzione sicuramente non definitiva, ma che può essere utile in attesa di definire una strategia a lungo termine che possa considerarsi efficace nella risoluzione del problema dei rifiuti sull’Everest.

Il campo base della Cina ha registrato negli ultimi anni un elevato numero di accessi: basti considerare che nel biennio 2014-2015 sono state circa 99.000 le persone che hanno sostato presso questo campo, un numero elevato che dà un’idea della portata dell’alpinismo commerciale e che spiega come mai il problema dei rifiuti sull’Everest debba essere contrastato in maniera vigorosa.

La contea di Tingri (Tibet) ha emanato nel 2018 una legge che vieta l’accesso alla riserva naturale nazionale. Questa scelta è stata presa per contrastare il problema dei rifiuti e per regolamentare l’accesso ad un’area che deve essere necessariamente protetta, visto che senza un controllo accurato la situazione stava degenerando. La legge consente comunque agli alpinisti esperti di fare le loro scalate, così come consente di proseguire con tutte le operazioni di ricerca scientifica. Ai turisti non sarà invece concesso l’accesso alla riserva naturale.

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