Scuola Steineriana: cos’è e come funziona

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La Scuola Steineriana o Waldorf è un approccio educativo che si è sviluppato dal 1919 ad opera del suo fondatore Rudolf Steiner. Steiner era un pedagogista e filosofo che ha fondato l’antroposofia e la pedagogia che sta alla base della Scuola Steineriana.

Una citazione di Rudolf Steiner è questa: “Il nostro obiettivo: elaborare una pedagogia che insegni ad apprendere, ad apprendere per tutta la vita dalla vita stessa”. In Italia ci sono 31 scuole che adottano questo modello educativo e in tutta Europa ce ne sono 720.

Come si articola la Scuola Steineriana 

La scuola Steineriana copre il periodo prima dell’asilo fino ai 18 anni. Secondo Steiner ci sono tre fasi che corrispondono ai primi tre settenni di vita. Durante il primo settennio (dopo i tre anni e mezzo) il bambino impara a camminare, a parlare e a dire “io” a se stesso: è questo il periodo in cui il bambino frequenta il “giardino d’infanzia”.

Nel secondo settennio, invece, inizia la scuola vera e propria (dalla prima alla ottava classe) quando il bambino sviluppa la parte legata alle emozioni e ai sentimenti: è proprio durante questa fase che la pedagogia Steineriana pone molta enfasi sull’insegnamento delle materie artistiche.

Nel terzo settennio (cioè dopo l’ottava classe), invece, il ragazzo sviluppa un proprio pensiero e una propria capacità di giudizio. In questa fase, oltre alle materie classiche di tutte le scuole, si studiano altre materie come la pittura, la recitazione, l’economia, l’agricoltura, la scultura, la topografia: tutte materie che servono per stimolare la curiosità verso il mondo a 360 gradi. 

I principi alla base della Scuola Steineriana 

Alla base dell’approccio educativo delle scuole Waldorf ci sono dei principi cardine. In linea di massima si tratta di un approccio educativo che punta sullo sviluppo della creatività e della fantasia dei bambini nonché sul potenziare il lato artistico e pratico mediante delle apposite attività creative che affiancano quelle tipiche della scuola.

Gli insegnanti vengono visti come dei veri e propri educatori che si occupano degli stessi bambini per i primi 8 anni.

Il bambino dovrebbe crescere e imparare da solo a capire quale sia il suo ruolo nella società senza imposizione da parte di questa o dei suoi genitori: infatti alla base di questo approccio di Steiner c’è il fatto che l’evoluzione del bambino segua una antropologia evolutiva.

Steiner dava molta importanza all’arte dell’educazione, cioè credeva che fosse importante dare importanza anche alle materie artistiche, creative ed artigianali insieme a tutte le altre.

Nelle scuole Waldorf vengono insegnati il rispetto per l’ambiente e l’amore per la natura così come l’agricoltura naturale e l’alimentazione biologica.

Nella scuola Steineriana ai bambini viene lasciato ampio spazio per esprimere la propria creatività attraverso delle attività manuali e pratiche come il lavoro a maglia.

Proprio per allenare sempre di più la creatività e la fantasia, molti insegnamenti vengono fatti attraverso delle immagini, come ad esempio quando si raccontano delle fiabe associate a delle immagini.

Proprio a proposito delle fiabe, Steiner era convinto che i bambini abbiano bisogno delle fiabe e per questo è essenziale raccontare loro delle fiabe tipiche della tradizione poiché attraverso queste i bambini riescono a crescere.

Per far crescere sempre di più la fantasia dei bambini e aiutarli a dialogare con se stessi, ci sono le bambole fatte a mano (bambole Waldorf) realizzate senza dei tratti del viso troppo marcati e definiti proprio per lasciare più immaginazione.

Per accompagnare il bambino nella sua evoluzione, soprattutto quando si trova davanti a degli ostacoli e delle difficoltà, c’è la cosiddetta “pedagogia curativa”: in Italia, ad esempio, c’è l’Associazione di Lingua Italiana per la Pedagogia Curativa e Socioterapia antroposofisica.

I bambini traggono ispirazione se imitano il comportamento dei propri genitori, ad esempio quando preparano la tavola o lavorano a maglia; infatti un altro principio cardine della Scuola Steineriana è proprio quello dell’emulazione.

Grande importanza viene data anche alle lingue straniere, che vengono insegnate con delle modalità più coinvolgenti come attraverso delle recite o dei giochi.

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