Solstizio di inverno: cos’è e quando si verifica

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Il solstizio di inverno sancisce l’inizio dell’inverno ed è anche il giorno con meno ore di luce dell’anno. In realtà il solstizio di inverno non è l’intero giorno in cui ricade, ma un orario preciso che segna l’inizio della stagione invernale. Nel 2018, in particolare, il solstizio di inverno cadrà il 21 dicembre alle ore 22:22.

La stagione invernale durerà fino al prossimo equinozio di primavera, che cadrà il 20 marzo 2019 alle ore 21:58. È bene sapere che il cambio di stagione non capita sempre nello stesso giorno ed in genere in Italia si verifica tra il 21 e il 22 dicembre. Addirittura ci sono casi rarissimi in cui il solstizio di inverno può ricadere il 20 o il 23 dicembre: questo evento non si verificherà prima del 2300.

Cosa significa solstizio d’inverno?

La parola “solstizio” deriva dal latino “solstitium” cioè sol + sistere che vuol dire “Sole fermo”. Durante il solstizio di inverno la Terra si avvicina maggiormente al Sole ma, dato che l’asse terrestre la inclina verso l’esterno, i raggi nel nostro emisfero boreale cadono con un angolo di circa 23 gradi, quindi molto stretto.

Il solstizio d’inverno, quindi, rappresenta il momento in cui il Sole raggiunge il punto di declinazione minima, nel suo moto lungo l’eclittica, cioè il percorso apparente che il sole compie in un anno rispetto alla sfera celeste. Apparente perché è la Terra che gira intorno al Sole, che invece è fermo, come sappiamo.

Inoltre, è anche il momento in cui il Polo Nord è il più distante possibile dal Sole. Il solstizio di inverno, come detto, rappresenta il giorno con minor numero di ore di luce (in media circa 8 ore o poco più), che in passato si credeva verificarsi il 13 dicembre, giorno di Santa Lucia.

Il solstizio d’inverno nel passato e le tradizioni

Per i Romani, il solstizio di inverno era la festa del Sol Invictus: il Sole, che in questo giorno sembrava precipitare nell’oscurità, ritornava nei giorni successivi ad essere vittorioso ed invincibile. Per molti proprio nel Sol Invictus si può rintracciare l’origine pagana della festività del Natale.

Inoltre dal 17 al 23 dicembre venivano celebrati i Saturnali, cioè sacrifici e feste in onore del Dio dell’agricoltura. Addirittura gli schiavi potevano beneficiare di alcune ore di libertà ed essere nominati princeps, con tutta una serie di poteri, prima di ritornare ad essere servi.

Sempre a Roma il dolce tipico del giorno era il Pangiallo, appunto un dolce ricoperto da una glassa gialla, forse fatta con dello zafferano o del tuorlo d’uovo. Non solo il colore, ma anche la forma, tonda, richiamavano il Sole, che veniva festeggiato proprio perché da quel momento le giornate avrebbero ripreso ad allungarsi.

Per i Celtici il solstizio di inverno coincideva con la festa di Yule, in cui si festeggiava accendendo il fuoco e macellando gli animali, anche le ultime carni disponibili, proprio per evitare di dover sfamare il bestiame nei mesi freddi successivi.

A Stonehenge il tempio neolitico era scenario di feste in cui si macellavano gli animali e si preparavano vino e birra. Infatti la posizione e l’accuratezza con cui sono stati posizionati i sassi nel tempio sono stati studiati per consentire di godere a pieno della vista del tramonto nel giorno del solstizio di inverno. Ancora oggi numerose persone si recano in questa giornata proprio qui.

Stando al significato, sebbene per molti il solstizio di inverno rappresenti un giorno “buio” che avvia alla stagione fredda, per molti altri, più ottimisti, rappresenta semplicemente una “rinascita” e un cammino verso giornate più lunghe che culmineranno con l’equinozio di primavera.

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