Marmellata di Arance: quali benefici porta?

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Tra le regioni più belle d’Italia vi sono sicuramente le due isole Sardegna e Sicilia che annualmente richiamano nelle loro terre migliaia di turisti estasiati sia dalle ricchezze artistiche sia dalle ricchezze culinarie. Ebbene sì, in particolar modo la Sicilia, vanta ricette antichissime invidiate da tutto il mondo. La fortuna siciliana risiede nelle terre estremamente prolifere che durante l’anno, grazie al clima favorevole, riescono a donare frutti di qualità e in quantità non indifferenti.

L’agricoltura siciliana basa le proprie fondamenta sulla produzione di frumento, specie nel grano duro, che poi permette la realizzazione di paste di eccellenti qualità. Nella zona tra Palermo e Trapani si possono ammirare ettari di ulivi e vigneti con palme di fichi d’india che fanno da sfondo ad un paesaggio meraviglioso.

Scendendo nella parte sud orientale della Sicilia ovvero quella compresa tra Ragusa e Siracusa impossibile non citare Pachino e il suo pomodoro che da molti viene ritenuto il migliore al mondo sia in termini di sapore che di consistenza.
Se ci spostiamo sul versante nord orientale invece, quello tra Messina e Catania per intenderci, troviamo distese infinite di agrumeti: da limoni a mandarini passando per pompelmi e cedri senza dimenticare le arance. Proprio quest’ultimo è molto probabilmente il punto di forza di tutta l’economia siciliana che sfrutta appieno l’esportazione di un prodotto tanto buono quanto fondamentale in un qualsiasi regime alimentare sano.
E se passate da Catania permettete di consigliarvi un piccolo stop a Bronte: è la casa del pistacchio e lo troverete sotto ogni forma (gelato, granita, torrone , ecc.…). Ha un qualcosa in più rispetto a quello che siamo soliti mangiare e se siete scettici provate a chiedere a chi è già stato in terra etnea.

Parola alla cucina

E con tutte queste meraviglie citate, anche se sono state omesse le coltivazioni di ortaggi, dilettarsi nella cucina diventa bello e appassionante. Tra le ricette più in voga di tutta la Sicilia impossibile non citare le famose arancine, ovvero quelle palle di riso ripiene generalmente di ragù o prosciutto e mozzarella. Rimanendo in tema di frittura degni di nota sono gli spiedini e i calzoni fritti facenti parte della rosticceria che accompagnano le colazioni dei siciliani più forti di stomaco.

Se passiamo a qualcosa di più elaborato, invece, lo scettro (secondo il mio modesto parere) appartiene alla caponata di melanzane: in genere si usano quelle nere che accompagnate da sedano, olive, passata di pomodoro, cipolle, capperi e aceto regalano al palato gioie indescrivibili.

Parlando di primi, tipici siciliani sono quelli a base di pesce: dalla pasta con le sarde (mangiata rigorosamente per la festa di San Giuseppe) agli spaghetti allo scoglio il passo è veramente breve senza tralasciare la pasta con la neonata o con il ragù di tonno.
Detto questo però in una ipotetica scala gerarchica il primo posto spetta di diritto alla pasta al forno: generalmente fatta con gli anelletti all’interno della stessa possiamo trovare di tutto e di più: uova, melanzane, wurstel, besciamella, salsa di pomodoro, grana, pecorino, prosciutto. Insomma chi più ne ha più ne metta e non sorridete se vi dico che le domeniche estive, al mare, il pranzo vede aprire le danze con una porzione di pasta al forno. Per iniziare appunto.

Essendo bagnata dal mare da tutti i lati la Sicilia offre tanta qualità nella pesca. Imbarcazioni su imbarcazioni partono quotidianamente da tutti i porti e portano sulle tavole dei siciliani ogni tipologia di pesce. Si va dalle seppie ai gamberi, dai polpi ai calamari, dal pesce azzurro al tonno e al pesce spada. Insomma non manca proprio nulla.

E i dolci? Non possiamo certo dimenticare la qualità dei prodotti di pasticceria. La Sicilia non è solo cannoli e cassata al forno. Se vi capita di scendere in Sicilia, infatti, vi suggeriamo di assaggiare quanti più dolci potete. Se passate dalla zona prossima a Catania è d’obbligo mangiare la granita al pistacchio accompagnata da una bella brioches calda, mentre se vi trovate tra il palermitano e il trapanese vi consigliamo di fare uno step a Castellammare del Golfo e mangiare le cassatelle calde. Ah, non dimenticate di mangiare la sfincia di San Giuseppe: in genere la si mangia come dolce post pasto ma se uno decidesse di mangiare solo questa non potrebbe essere mai colpevolizzato.

Qualcosa di più leggero….

Tutto quello che abbiamo elencato, volente o nolente, ha un apporto calorico di tutto rispetto nonostante il palato possa gioire più che mai. La Sicilia, però, non è solo terra dove si mangiano cose grasse: con le immense coltivazioni distribuite in tutto il territorio sono tanti i prodotti genuini che fanno bene all’organismo di facile reperibilità.
Uno su tutti è l’arancia e quella più famosa è senz’altro quella di Ribera. Possiede tantissime proprietà e due su tutte sono l’alta concentrazione di Vitamina C e la sua capacità di sviluppare difese antitumorali riconosciute dai più esperti.

Magari non può piacere a tutti ma non mancano i modi per poterla rendere più dolce. Ad esempio una bella marmellata di arance: che benefici porta? Sicuramente tantissimi perché oltre alle già citate proprietà le arance aiutano i reni, aumentano la capacità cognitiva dei bambini in particolar modo, regolano la pressione e abbassano il colesterolo. In genere vengono spremute e addolcite con un po’ di zucchero: ma volete mettere a paragone con una bella marmellata?

Non sapete come prepararla? Ecco una ricetta semplice che verrà incontro alle vostre esigenze. Innanzitutto occorre procurarsi:

  • 2 kg di arance;
  • 1,5 almeno di zucchero;
  • Barattoli vuoti.

Per prima cosa è necessario bucherellare con una forchetta tutte le nostre arance e immergerle per 12 ore in acqua tiepida.
Allo scadere della dodicesima ora asciugare le arance e sbucciarle: di tre bucce fare sottili listarelle da cuocere per 5 minuti in abbondante acqua calda e metterle da parte a scolare.
A questo punto pesate i vostri agrumi e in una pentola aggiungere lo stesso peso di zucchero: lasciare cuocere per almeno sessanta minuti, mescolando spesso onde evitare che il tutto possa attaccarsi e quindi bruciarsi sul bordo e sul fondo della pentola. Ultimata la cottura aggiungere le listarelle precedentemente cucinate e versare il tutto in appositi barattoli che una volta riempiti di marmellata ancora calda dovranno essere chiusi ermeticamente e girati sottosopra finchè non raffreddati.

Se avete a disposizione, dunque, una bella quantità di arance non esitate a fare una bella marmellata da spalmare sia sul pane che sulle fette biscottate. Accompagneranno il vostro inverno e nel loro piccolo allieteranno le vostre giornate. Anche quelle più dure. Siete scettici e/o titubanti? Provate per credere a fidatevi che non ve ne pentirete..

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