Dieta per la tiroide: quali sono i cibi consigliati?

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Molti di noi, anche e soprattutto a causa di una non eccelsa conoscenza dell’organismo umano, tendono a porre in secondo piano tratti fondamentali come le ghiandole. Spesso si cade nell’errore di ritenere importanti solo gli organi quali polmoni, reni, stomaco e via discorrendo mentre esistono ghiandole, sia endocrine (che rigettano i liquidi all’interno del corpo umano) che esocrine (che invece espellono i liquidi al di fuori del corpo) altrettanto basilari quanto vitali.

Ne è esempio lampante la tiroide, situata nella zona anteriore del collo in prossimità della laringe e dei primi anelli che compongono la trachea. Questa è formata da due lobi uniti tra di loro da una piccola porzione di tessuto chiamata istmo.

Il parenchima dell’organo, ovvero il tessuto che svolge la funzione principale, è costituito prevalentemente da un insieme di follicoli che nell’uomo, rispetto alla donna, sono di dimensione nettamente più grandi.

La funzione della tiroide, principalmente, è quella di regolare l’accrescimento corporeo nel corso della vita ma anche e soprattutto di giostrare quello che è il metabolismo (sia basale che intermedio) responsabile del rinnovamento e mantenimento di ogni organismo. Il tutto avviene grazie allo iodio che un qualsiasi individuo riesce a ricavare senza troppi problemi dagli alimenti che assimila quotidianamente.

Quando però la tiroide non funziona a dovere sono tante le problematiche alle quali si rischia di andare incontro. I due principali problemi cui si può incorrere sono ipertiroidismo e ipotiroidismo.

La differenza tra ipertiroidismo e ipotiroidismo

Seppur grammaticalmente molto simili ipertiroidismo e ipotiroidismo sono due malattie completamente differenti (per non dire opposte) che compromettono il regolare funzionamento della tiroide. È pur vero che classificare così le tante malattie della tiroide risulta essere estremamente riduttivo se non quasi un errore ma entrare nel dettaglio esula dalle competenze di chi non è professionalmente un medico.

L’ipertiroidismo è una sindrome che è causata dell’eccessiva presenza di ormoni tiroidei: chi ne viene colpito, infatti, subisce/sviluppa alterazioni fondamentali a carico di metabolismo, nervi ma soprattutto cuore.  Tra i sintomi più comuni, infatti, oltre all’esponenziale riduzione del peso corporeo troviamo problematiche quali tremori continui, ipersudorazione, totale intolleranza al calore, debolezza muscolare e tanto altro.
Quelli citati, però, sono i sintomi che noi riusciamo a vedere anche dall’esterno: esistono però conseguenze praticamente invisibili quali ripercussioni sull’apparato cardiovascolare, tachicardia, ipertensione, riduzione della libido e anche infertilità tanto nell’uomo quanto nella donna.

L’ipotiroidismo, invece, è l’esatto opposto di quanto detto precedentemente. Questo si caratterizza per la scarsa produzione di ormoni che comportano inesorabili disfunzioni sotto ogni punto di vista. Gli esperti hanno distinto ben quattro tipologie di ipotiroidismo:

  • Ipotiroidismo primario: è causato da malattie autoimmuni o dalla carenza di iodio in seguito ad una non corretta alimentazione;
  • Ipotiroidismo secondario: è causato dal malfunzionamento della ghiandola ipofisaria e spesso è la conseguenza di un adenoma;
  • Ipotiroidismo terziario: è seguito del non corretto funzionamento dell’ipotalamo;
  • Ipotiroidismo iatrogeno: viene causato dall’errata cura medica. Insorge in seguito a dosi eccessive di farmaci antitiroidei.

I sintomi, fondamentalmente, sono simili a quelli dell’ipertiroidismo (vedi stanchezza, debolezza, tremore degli arti e continua sonnolenza) ma presenta tratti completamente opposti: se nel primo caso si rischiava un’eccessiva perdita di peso qui invece si rischia un forte aumento e se prima c’era intolleranza al calore quivi è presente intolleranza al freddo.
Oltre a questi però possono essere tanti altri i sintomi come la raucedine, la pelle secca, la diminuzione dell’udito, crampi e rigidità muscolare generica, lingua ingrossata, sopracciglia scarse e via discorrendo.

Quali rimedi per combattere i problemi della tiroide

Qualsiasi persona che abbia un minimo di capacità di raziocinio non prenderà come oro colato quanto scriveremo. In caso di problemi similari prima di tutto è fondamentale recarsi da un endocrinologo e far valutare la situazione da un esperto.

Nella stragrande maggioranza dei casi, infatti, i problemi alla tiroide si risolvono mediante operazioni chirurgiche (a volte asportare completamente l’organo è la soluzione più drastica ma statisticamente più redditizia) o cure farmacologiche. Giusto per essere pignoli, ma siamo sicuri non ce ne sia di bisogno, prima di assumere una qualsiasi tipologia di farmaco chiedere sempre il parere del medico.

Ma noi, nella quotidianità della nostra routine, come possiamo aiutarci? Per quanto riguarda la dieta per la tiroide: quali sono i cibi consigliati? Sono tanti i quesiti che potremmo porci ma noi preferiamo porre l’accento solo sull’ultimo: l’alimentazione.

Come detto pocanzi un buon funzionamento della tiroide passa da un regolare assorbimento dello iodio pertanto eccovi una lista di quegli alimenti che ne contengono in sufficienti quantità:

  • Pesci, crostacei e molluschi di ogni genere;
  • Pollo o comunque carni bianche;
  • Fagioli (in particolar modo quelli bianchi) e soia;
  • Uova;
  • Semi di lino e tapioca;
  • Frutta e verdura fondamentalmente di qualsiasi tipo;
  • Alghe;
  • Formaggi vari;

In genere il consiglio che gli esperti danno è quello di seguire, a livello alimentare, la classica dieta mediterranea. Questa, nata nei paesi per l’appunto bagnati dal Mar Mediterraneo (Italia, Spagna, Marocco e Grecia soprattutto) ha iniziato a prendere il sopravvento e ad estendersi a macchia d’olio sul finire degli anni ’50.
Tale dieta prevedere la sistematica suddivisione della giornata in cinque pasti tutti estremamente fondamentali senza distinzione alcuna: prima colazione, spuntino, pranzo, merenda e cena hanno tutti la stessa importanza perché mantengono il nostro metabolismo sistematicamente in movimento e permette alla tiroide di poter ‘ricavare’ tutti quegli elementi essenziali al suo funzionamento dagli alimenti che si vanno ad assimilare.
In una ipotetica scala gerarchica la dieta mediterranea pone ai piani più alti i carboidrati (siano essi ricavati da patate, riso, pane o pasta poco cambia), frutta, verdura, legumi e formaggi. Questi dovrebbero essere l’insieme degli alimenti imprescindibili nella nostra alimentazione quotidiana.
Settimanalmente, invece, è consigliato alternare uova, carni bianche, pesci e perché no anche qualche dolce. Mensilmente, infine, è prevista l’assunzione di carni rosse, siano esse di bovino o suino.

In definitiva, e senza giri di parole, la cosa veramente giusta da fare è una: bisogna darsi una regolata, non eccedere ed essere lungimiranti. In ogni caso, diagnosticata la malattia non è la fine del mondo. Guai a mollare perché con i passi avanti fatti in ambito medico i problemi alla tiroide (fortunatamente) sono divenuti facilmente risolvibili.

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Anche le nostre piccole scelte quotidiane hanno un impatto ambientale non indifferente. Dal 2011 cerchiamo di diffondere idee e consigli per uno stile di vita più naturale, nel rispetto dell'ambiente e di chi lo vive.

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