Il glifosato è potenzialmente cancerogeno: come evitarlo

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Chi di voi non conosce Rondup alzi la mano? Si tratta di uno dei più famosi diserbanti in tutto il mondo, con un fatturato che si aggira attorno ai 4,75 miliardi di euro. Una delle multinazionali più potenti del mondo, e dunque anche inattaccabile. Ecco perchè, quando nel 2015 il glifosato è stato inserito tra gli agenti potenzialmente cancerogeni, non si è gridato più di tanto allo scandalo. In effetti, nel 2012, quando è scaduta la licenza legata all’utilizzo della sostanza, l’Europa ha preso tempo e cosi ha fatto anche dopo che lo IARC ha inserito la sostanza tra quelle più pericolose al mondo. Purtroppo il glifosato è ampiamente utilizzato in agricoltura, in quanto serve a preparare i campi per la semina e ad eliminare le erbacce. È talmente potente che, non facendo attenzione, si rischia di eliminare anche le piante da coltivare. E, purtroppo, si è trovato una soluzione anche a questo. Le famose colture OMG, di cui le più famose sono quelle di cotone, soia e mais. Qui si è trovato il meccanismo per rendere le piante resistenti al glifosato che, in questo modo, può inondare le piante senza distruggerle. E finire nel piatto? Poco plausibile ma non impossibile. In Italia è vietato. Ma ne siamo certi?

Il caso atipico del glifosato in Veneto

La zona del Prosecco DOCG, in Veneto, è divenuta un bollettino di morte. Sono infatti più di 4 i casi di tumori su una stessa strada di una stessa via, nei pressi del vitigno Glera, quello che produce una delle bevande alcoliche più amate al mondo. E lì, purtroppo, si utilizza il “Glifosate” per permettere una produzione intensa ed ottimizzare il lavoro. I casi di tumori alla tiroide, nelle zone ormai contaminate dai pesticidi, sarebbero saliti del 50% così come quelli di linfoma non-Hodgkin, uno dei più pericolosi.

Il primo caso di malformazioni certamente legato al Glifosato

Theo. Un nome come tanti in Francia, ma Theo è il primo caso di malformazioni da glifosato accertate. Soffre di atresia esofagea. In pratica, respira grazie ad una tracheotomia e parla perché ha imparato ad utilizzare l’aria che va nei suoi polmoni, visto che non ha corde vocali. Theo è una delle vittime silenti del glifosato. Sua madre lo ha utilizzato per mesi, in giardino, mentre era incinta. Avendolo utilizzato durante i primi mesi di gravidanza, la sostanza ha agito sul mancato sviluppo di laringe e trachea nel feto. Nonostante la famiglia abbia fatto causa alla multinazionale che produce il diserbante, le anomalie ed i favoritismi continuano a far sì che la molecola agisca, e non solo sulle erbacce.

Dove possiamo trovare il glifosato?

Il Ministero della salute italiano, dal 2016, ha vietato l’immissione in commercio di prodotti contenenti glifosato. Tuttavia, non vi è certezza circa i prodotti importati, nei quali potrebbero essere presenti tracce della molecola velenosa. Bisogna fare attenzione a: mais, olio, orzo, avena, fagioli, cereali, piselli, lino e senape.

Recenti studi hanno riscontrato piccole tracce di glifosato in alcuni tipi di pasta commercializzati in Italia, tra i quali: gli spaghetti Tre Mulini, la pasta Rigorosa di Garofalo e la pasta IGP del pastificio Di Martino. Perché purtroppo i grani importati possono contenere tracce della molecola presente nei noti diserbanti ad uso industriale ed agricolo.

Un recente studio sull’Environmental Health ha mostrato come nelle urine di 9 donne su 10 in gravidanza fossero presenti tracce di glifosato, più alte nelle donne che vivevano in zone rurali. Purtroppo quasi tutte le gravidanze si sono concluse prima della scadenza, con esiti non positivi.

Perché non vietare, dunque, una volta per tutte l’uso del glifosato in agricoltura e su scala mondiale?

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Azzurra Lorenzini

Mi sono laureata in Letterature europee per l'editoria e la produzione culturale nel 2011 a Pisa. Sono una scrittrice, conduttrice, organizzatrice di eventi e redattrice dal 2008.

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