Consociazioni orto: come farle e 5 regole fondamentali

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Con il termine consociazione si intende la coltivazione contemporanea di diversi ortaggi sullo stesso appezzamento di terra. Si tratta di una tecnica, indispensabile nell’agricoltura sinergica, che consente di valorizzare le complesse interazioni esistenti tra le piante, che ne traggono beneficio. Può essere anche temporanea, quando volendo passare ad un’altra coltura si vuole ridurre il periodo improduttivo delle colture a sviluppo lento. Consociazioni orto: tutto quello che c’è da sapere.

Con la consociazione nel nostro orto, possiamo riprodurre quel che avviene in natura. Difatti non esistono esempi di ambienti in cui sia presente una sola specie vegetale. Le piante traggono un vantaggio dal crescere in un agro‐ecosistema più complesso nel quale cioè siano allevate contemporaneamente due o più specie vegetali.

Questo non significa che sia vantaggioso mescolare ortaggi qualsiasi l’un con l’altro. Se esistono infatti coppie di ortaggi che, se coltivati in consociazione, portano mutuo beneficio, ci sono invece specie che sono incompatibili l’una con l’altra e si indeboliscono a vicenda.

Vediamo quindi quali sono le 5 regole per fare le corrette consociazioni orto.

1. Mai consociare ortaggi della stessa famiglia

Facile da intuire. Gli ortaggi della stessa famiglia hanno le stesse esigienze nutritive. Queste sfruttano il terreno nello stesso modo ed attirano gli stessi parassiti. Mai consociare tra di loro ortaggi della stessa famiglia.

Le principali famiglie di ortaggi:

  • Liliacee (ad esempio aglio, cipolla e asparagi).
  • Solanacee (la famiglia di ortaggi importanti per l’orto come pomodori, peperoni e melanzane, ma anche delle patate).
  • Ombrellifere (ne fanno parte carote, finocchi e alcune aromatiche).
  • Composite o asteracee (famiglia numerosa, in cui troviamo le principali insalate e i carciofi).
  • Lamiacee (famiglia di officinali, a cui appartengono le principali piante aromatiche come basilico e rosmarino).
  • Brassicacee o crucifere (la famiglia dei cavoli, con tutte le loro varietà, ma anche di rapanelli e rucola).
  • Cucurbitacee (dalla zucca all’anguria una famiglia di ortaggi da frutto molto esigenti di concime ma anche molto generosi nel produrre).
  • Leguminose o papillonacee (la grande famiglia dei legumi, preziosi per le proteine e perché sono tipi di pianta che vanno ad arricchire il terreno dell’orto di azoto, per questo le leguminose sono indispensabili nella rotazione delle colture).
  • Chenopodiacee (verdure da foglia come spinaci, barbabietola, coste).
  • Valerianacee (valerianella o songino).
  • Rosacee (famiglia delle rose ma anche delle fragole e dei lamponi).
  • Graminacee (non è solo la famiglia delle “erbacce”, è anche quella dei cereali come grano e mais).
  • Ericacee (il mirtillo).
  • Grossulariaceae (ne fanno parte ribes e uva spina).
  • Poligonacee (rabarbaro).
  • Capparidaceae (cappero).

2. Le famiglie da consociare

Come detto, non tutte le coltivazioni si adattano alla consociazione. Le leguminose, per esempio, presentano una grande adattabilità, si associano bene a cucurbitacee, ombrellifere e crucifere. Le solanacee, invece, non devono mai essere consociate tra di loro, salvo il peperoncino con il pomodoro.

Altre consociazioni utili sono:

  • liliacee con le ombrellifere
  • asteracee con le cucurbitacee e le chenopodiacee
  • le labiate con tutte (escluso il rosmarino).

Le rosacee, come rose, fragole e lamponi, si consociano bene con le orticole ma necessitano della protezione dell’asparago e dell’ortica e di piante che ne supportino i nutrienti come il ravanello, il tarassaco e la consolida maggiore.

3. Le famiglie da non consociare

Ci sono anche famiglie botaniche nemiche, che non dovrebbero pertanto essere piantate nella stessa area:

  • le ombrellifere, ad esempio, sono in disaccordo con tutti
  • le leguminose non sono consociabili con le liliacee
  • mentre le labiate (salvo il rosmarino) risultano particolarmente adattabili alle altre famiglie.

4. Accostare gli ortaggi più lenti ai più veloci

Nella consociazione meglio affiancare ortaggi a crescita lenta ad ortaggi a crescita rapida. In questo modo possiamo raccogliere le verdure a crescita veloce prima che quelle a crescita lenta siano diventate abbastanza grandi da reclamare spazio.

5. Azoto nel terreno grazie alle leguminose

Le leguminose sono piante “miglioratrici” per la presenza, nelle radici, di batteri che fissano l’azoto atmosferico (tutte le altre piante invece lo assorbono dal terreno). Poichè non tutto l’azoto viene utilizzato dalle leguminose, la coltura successiva beneficia di questa “donazione”. Questa tecnica di coltivazione assicura la non depauperazione del terreno. Per questo sono un ottimo fertilizzante naturale specie per gli ortaggi a foglia (come lattughe, cavoli, cavolfiori, spinaci) e sono molto utili anche nell’avvicendamento, cioè come coltura che precede le altre sullo stesso appezzamento.

6. Piante aromatiche come repellente per gli insetti

L’odore di alcune piante aromatiche ha un vero e proprio effetto repellente per gli insetti. Per questo è una buona idea piantare sempre nei nostri orti, grandi o piccoli, piantine di basilico, aglio, timo, santoreggia, rosmarino, salvia.

Consociazioni orto: Ecco dove scaricare la tabella con tutti i consigli.

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