Inquinamento in mare: Stop a microsfere plastiche nei cosmetici

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Si chiamano micro-granuli. Micro-sfere di polietilene o polipropilene – derivate dal petrolio – di dimensione non maggiore ai 5 mm, presenti in dentifrici, scrub e creme esfolianti ma anche saponi, shampoo e detersivi.

Una volta utilizzati finiscono nei nostri scarichi, senza alcun filtro che riesca a trattenerli e le conseguenze sono disastrose. Riescono infatti a passare intatti attraverso la rete fognaria andando a inquinare fiumi, laghi, mari e oceani.

Nel 2013 uno studio effettuato dall’Università del Wisconsin sui Great Lakes, pubblicato su Environmental Science & Technology ha denunciato che quotidianamente venivano riversati nelle acque dei laghi più di 8 miliardi di micro-granuli: circa 300 campi da tennis ogni giorno.

microsfere

Non solo un pericolo per l’ambiente marino: finendo nella catena alimentare di pesci, anfibi, molluschi e altri animali, anche per gli esseri umani che si cibano di questi animali il pericolo è alto.

Le microsfere, tra le microplastiche che si trovano negli ecosistemi acquatici e nello stomaco degli animali selvatici, sarebbero gli inquinanti più facili da rimuovere, se in alternativa si usassero delle microsfere biodegradabili.

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Evitare di acquistare cosmetici che contengono queste microsfere chimiche è sicuramente il primo passo da fare per mitigare i danni che l’uomo compie quotidianamente sull’ambiente marino. Preferendo scrub naturali e dentifrici biologici, eviterete l’utilizzo di questi microgranuli di plastica.

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