Dado vegetale industriale, ecco perché NON usarlo

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Il dado, vegetale o di carne che sia, è uno di quei prodotti che , ormai da anni, sono entrati a far parte delle abitudini di quasi tutti gli italiani; se immaginate di entrare in casa di una famiglia qualsiasi e dare una sbirciatina nel frigorifero, con grande probabilità troverete almeno un cubetto di dado ben riposto in qualche angolino.

Sarà per lo stile di vita sempre più frenetico ( che purtroppo lascia sempre più spazio a prodotti pret-a- manger) o per semplice abitudine, ma Il dado viene sempre più utilizzato per insaporire cibi (risotti , brodi, salse ecc) che altrimenti ci sembrerebbero poco appaganti e saporiti,  abbiamo perso l’abitudine e la sensibilità di assaporare quei gusti ben definiti che sono riposti in ogni singolo alimento.

Per esperienza diretta, mi è capitato di sentire più di una volta dei commensali preferire un risotto perché semplicemente saporito e sapido piuttosto che un risotto  veramente caratterizzato dall’ingrediente principale.

A parte la questione del sapore, che può piacere o meno,  il vero problema è il suo contenuto:

Il dado è forse il prodotto più lavorato e ricco di additivi  che esista in commercio e, tutt’oggi , a causa delle etichette poco chiare e della scarsa informazione, si fa fatica a capire se quello che stiamo comprando sia realmente un prodotto affidabile o meno.

Il  glutammato, che  fino a qualche anno fa rappresentava l’ingrediente  principale del dado industriale, è stato bandito da diverse aziende (anche se in realtà non è del tutto dimostrato che sia realmente nocivo)ma in ogni caso coloranti, conservanti e aromi sintetizzati in laboratorio la fanno ancora da padrone.

Detto questo, il dado potrebbe obiettivamente essere usato in modo vantaggioso in cucina, per fare un brodo veloce (a chi non è mai capitato di arrivare tardi a casa e chiedersi: adesso cosa mangio?) con cui preparare una veloce minestra o bagnare un buon risotto.

Quindi, se decidete di usarlo, seguite il mio consiglio e preparatelo da soli a casa.

immagine dado vegetale via shutterstock

About Author

Lorenzo Iacopini

Lorenzo, 34 anni, Chef e amante della buona tavola. Cerco di alternare alla passione per la cucina quella per i pedali e la montagna. Mi sbizzarrisco nella preparazione di piatti Vegani, soddisfacendo anche le bocche onnivore. Nella mia cucina cerco di esprimere l’importanza della genuinità e dei prodotti del territorio, perché in un mondo sempre più globalizzato è importante non dimenticarsi delle piccole realtà locali; sono proprio queste realtà che ci danno la possibilità di avere quella varietà di sapori che altrimenti sarebbero standardizzati dalle grosse produzioni industriali.

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