WaterDrop, ecco l’acqua nel deserto

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Raro come l’acqua nel deserto. Un detto che non ha bisogno di spiegazioni, perché poche cose sono in grado di ispirare immediatamente sensazioni di aridità come le immense distese, sabbiose e non, che si trovano ai quattro angoli del pianeta. Nessun tipo di vegetazione, fauna quasi assente e insediamenti umani difficilissimi perché manca la materia prima più importante: l’acqua.

La soluzione per avere acqua potabile dove prima c’era solo siccità potrebbe arrivare dall’energia sociale. Ap Verheggen, artista olandese e ambasciatore culturale UNESCO, ha infatti ideato un dispositivo portatile, alimentato a energia solare, che sarebbe in grado di produrre acqua sfruttando il sole, che, naturalmente, batte più forte (e perpendicolare) proprio dove si trovano grandi distese desertiche, come il Sahara.

L’idea nasce da un progetto precedente, la scultura SunGlacier, una gigantesca foglia di 200 metri quadrati ricoperta di celle solari che sotto ha dei condensatori in grado di assorbire l’umidità dall’aria del deserto, producendo uno strato di ghiaccio sul lato inferiore, perfetto per l’acqua potabile. In sostanza, si trattava di una versione dal design curatissimo di un vecchio trucco ben noto agli esploratori, che per trovare acqua in luoghi assolati e apparentemente secchi scavano un buco nel terreno e stendono sopra un telo di plastica con un peso nel mezzo per stillare, goccia a goccia, l’acqua potabile.

Ora WaterDrop, versione “portatile” di SunGlacier, si ispira alla stessa tecnologia ma si tratta di un dispositivo portatile, molto più comodo da trasportare e particolarmente ingegnoso: con i suoi moduli fovoltaici sulla parte esterna si assorbe infatti energia solare usata per raffreddare l’aria e produrre condensazione, creando così una specie di “ventilatore” che crea un flusso d’acqua. Un piccolo contenitore raccoglie poi le gocce d’acqua così prodotte.

L’idea, a metà ancora una volta tra tecnologie green e design, dovrebbe dare vita a un progetto a basso costo e di semplice produzione e manutenzione. Come ha spiegato l’artista, «Abbiamo avviato il progetto SunGlacier con l’intenzione di inviare un segnale positivo e ottimista a tutti nel dibattito sul clima. Da allora si è evoluto in un progetto incentrato sui modi per applicare i cambiamenti climatici a nostro beneficio». Forse non sarà sufficiente per far crescere oasi nel deserto, ma è un’altra dimostrazione della grande flessibilità dell’energia solare (le migliori offerte green si possono come sempre trovare sul comparatore di SosTariffe.it).

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