Liquirizia: origine, proprietà e controindicazioni di questa dolce radice

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La liquirizia (Glycyrrhiza glabra) è una pianta erbacea perenne appartenente alla famiglia Fabaceae, nonché l’estratto vegetale ottenuto dalla bollitura della sua radice. Il nome liquirizia deriva da due parole greche: “glykys” che significa dolce e “rhiza” che sta per radice.

La liquirizia era una pianta importante nell’antico Egitto, in Assiria e in Cina, era già nota nell’antica medicina greca ma solo nel XV secolo è stata introdotta dai frati domenicani in Europa. Come risulta dal primo erbariocinese, in Asia la liquirizia è utilizzata da circa 5.000 anni ed è una delle piante più importanti.

La liquirizia, crescendo spontaneamente in tutta la zona mediterranea già nell’antichità era tenuta in somma considerazione dai medici: Ippocrate, Galeno, Dioscoride, Teofrasto e Plinio la giudicavano insostituibile per combattere il mal di fegato, le gastriti, le coliche renali, le tossi convulse e, lavorata in pomata, ottimo cicatrizzante per le ferite.

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La liquirizia era utilizzata anche da Napoleone per calmare i dolori allo stomaco prima delle battaglie, fu trovata nel corredo funebre di Tutankamon e negli ospedali francesi veniva unita a orzo e gramigna per preparare tisane salutari.

Proprietà della liquirizia

I medici cinesi prescrivono la liquirizia per curare la tosse, i disturbi del fegato e le intossicazioni alimentari. Il principio attivo più importante della liquirizia è la glicirrizina che le conferisce un’azione antinfiammatoria e antivirale. Inoltre è più dolce del saccarosio. La moderna ricerca cerca di trarne vantaggio per nuove prospettive terapeutiche: terapia dell’ulcera, malattie croniche del fegato, e prevenzione di gravi malattie autoimmuni.

Possiamo quindi masticare un po’ di liquirizia nel caso di alcune affezioni di bocca e gola come afte, herpes e mal di gola. L’azione antinfiammatoria si rivela efficace anche nel trattamento della cervicale, contrastandone i dolori e inibendo, grazie alla presenza di glicirrizina, la degradazione dei corticosteroidi umani.

La liquirizia sembra inoltre dotata di proprietà anticancerogene. Una ricerca svolta alcuni anni fa negli Stati Uniti, presso la Rutgers Univerity nel New Jersey, ha testato l’azione antitumorale di una molecola presente nelle radici della pianta, la BHP, che appartiene alla classe dei polifenoli.

Le calorie della liquirizia

Potete trovare la liquirizia in diverse forme: dalle radici da masticare alle caramelle gommose, in polvere o in soluzioni per tisane. La liquirizia pura apporta circa 350 calorie per ogni 100 g, 0,05 g di grassi, 94 g di Carboidrati. 1 bastoncino o tronchetto di liquirizia pura apporta circa 40 Calorie. 1 striscia di caramella di liquirizia apporta 70 Calorie.

liquirizia

immagine liquirizia via shutterstock

Le rotelle di liquirizia, nonostante il loro gusto irresistibile, contengono di tutto, dallo sciroppo di melassa alla cera d’api e la liquirizia è presente solamente sotto forma di estratto in una quantità pari a 1,4%.

Avvertenze e controindicazioni

La liquirizia va assunta saltuariamente, dato che la glicirrizina contenuta in essa può avere degli effetti collaterali sull’equilibrio dei sali minerali nel corpo, causando ritenzione idrica, aumento della pressione, gonfiore al viso e alle caviglie, mal di testa e astenia. Pertanto le persone predisposte a ipertensione, ad edemi, i diabetici, le donne in gravidanza o inallattamento, devono evitare l’uso prolungato di estratti di questa pianta. Evitare l’uso in caso di epatopatie colestatiche, cirrosi epatica, ipertensione, ipopotassiemia e grave insufficienza renale.

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