Fagottini di verza con composta di cipolle rosse (RICETTA)

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Ricette vegane – Per questa ricetta, tanto semplice quanto appagante, utilizzerete come sempre ingredienti di stagione; ingredienti semplici, saporiti e soprattutto del nostro territorio.

  • Difficoltà:
    Facile
  • Cottura:
    30+20min
  • Preparazione:
    15 min
  • Dosi per:
    4 persone
  • Costo:
    Basso
  • Vegetariana o vegana:
    Vegana
  • Gluten free:
    No

Non dimenticate che “la strada migliore per la pentola è di certo la più breve”, sia per un aspetto ecologico ( per esempio il trasporto di 1kg di asparagi dal sudafrica consuma 4 litri di cherosene) che per un aspetto nutrizionale (la verdura dopo la raccolta inizia a perdere i suoi nutrienti, soprattutto le vitamine, in modo veloce, figuriamoci se questa subisce lunghissimi trasporti di giorni o addirittura settimane).

Il riso gange utilizzato in questa ricetta è una varietà di riso aromatico,  molto simile al basmati (coltivato esclusivamente nelle regioni indiane a ridosso dell’himalaya),  che ha trovato condizioni favorevoli per essere coltivato nella nostra pianura padana.

Useremo la versione semilavorata di questo riso (si trova sia quello integrale che quello bianco) perché presenta il doppio vantaggio di mantenere intatte quasi tutte le proprietà nutritive del chicco e di avere un tempo di cottura breve (16-18’).

Ingredienti per 4 persone

  • 8 grandi foglie di verza
  • 200 gr riso gange semilavorato
  • 3 cipolle rosse medie
  • 4 patate medie
  • 1 porro piccolo
  • 2 spicchi d’aglio
  • 1 bicchiere vini rosso
  • 3 cucchiai di aceto rosso
  • due cucchiai zucchero di canna
  • sale grosso, olio e.v.o, pepe, salsa di soia, pane grattato  q.b

ricette vegane Procedimento

Per prima cosa preparate la composta: tagliate le cipolle a julienne molto fine e soffriggetele in due cucchiai d’olio e.v.o fino a farle appassire;  aggiungete poi il vino rosso, l’aceto ,lo zucchero e un pizzico di sale grosso e continuate la cottura a fuoco basso per circa 30’ (dovranno risultare molto tenere, amalgamate e senza liquidi in eccesso).ricette vegane

Durante la cottura delle cipolle togliete dalla verza 8 grandi foglie ( facendo attenzione a non romperle)e sbollentatele in acqua leggermente salata per 3-4 minuti (dopo aver eliminato il torso centrale più duro), scolatele e stendetele su un canovaccio per farle asciugare.

Dopo aver scolato le foglie di verza , cuocete nella stessa acqua anche il riso e le patate (sbucciate e tagliate a cubetti di circa un centimetro) per circa 16-18’.

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Nel frattempo mondate il porro e tagliatelo a julienne, soffriggetelo con due cucchiai d’olio e.v.o in una padella capiente insieme all’aglio (sbucciato, privato del germoglio centrale e tagliato a pezzettini);  saltate a fuoco vivo per 2-3 minuti poi spegnete.

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Quando riso e patate saranno cotti scolateli e metteteli in padella insieme al porro, saltate a fuoco vivo per 2’ poi spegnete e mettete il composto (ripieno dei fagottini) in una bacinella; aggiungete la salsa di soia a vostro piacimento, aggiustate di sale e pepe e mescolate bene il tutto.

Farcite ogni foglia con 2-3 cucchiai di ripieno poi richiudetele accuratamente su loro stesse per non far uscire la farcitura; adagiatele poi su una placca da forno e cospargetele di pangrattato, infornate e fate gratinare fin quando il pane sarà ben colorato (circa 10 minuti a 200°).ricette vegane 

A questo punto disponete sul piatto da portata un paio di cucchiai di composta di cipolle e, quando saranno gratinati, adagiatevi sopra due fagottini; completate con una macinata di pepe ed un filo di olio e.v.o.

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About Author

Lorenzo Iacopini

Lorenzo, 34 anni, Chef e amante della buona tavola. Cerco di alternare alla passione per la cucina quella per i pedali e la montagna. Mi sbizzarrisco nella preparazione di piatti Vegani, soddisfacendo anche le bocche onnivore. Nella mia cucina cerco di esprimere l’importanza della genuinità e dei prodotti del territorio, perché in un mondo sempre più globalizzato è importante non dimenticarsi delle piccole realtà locali; sono proprio queste realtà che ci danno la possibilità di avere quella varietà di sapori che altrimenti sarebbero standardizzati dalle grosse produzioni industriali.

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