Polpette di miglio, patate rosse e bietole con crema di cannellini e porri (RICETTA)

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Ricette vegane – Il miglio è una pianta erbacea appartenente al raggruppamento dei cereali, è naturalmente priva di glutine ed ha un valore dietetico elevato dato il discreto contenuto di proteine, sali minerali e fibre.

Questo cereale non è molto utilizzato nei paesi industrializzati occidentali ed è quasi esclusivamente coltivato  a scopi foraggeri; in molti paesi dell’asia e dell’africa è invece ampiamente consumato come pietanza anche se non ricopre una posizione importante come il riso.

  • Difficoltà:
    Facile
  • Cottura:
    15+20 min
  • Preparazione:
    20 min
  • Dosi per:
    4 persone
  • Costo:
    Basso
  • Vegetariana o vegana:
    Vegana
  • Gluten free:
    No (se omettete il pane grattato si)

In questa ricetta userete le patate rosse perché hanno un potere leggermente più legante rispetto alle classiche patate pasta gialla, mentre le bietole doneranno  quella parte “umida” che renderà le vostre polpette di miglio più morbide e succose.

Se volete ottenere un gustoso piatto senza glutine potete sostituire il pangrattato con dei semi di sesamo.

Ingredienti per 4 persone:

  • miglio biologico decorticato (200 grammi);
  • fagioli cannellini lessati (400 grammi);
  • Bietole (300 grammi);
  • 4 patate rosse medie;
  • 1 spicchio d’aglio;
  • 1 peperoncino fresco piccante;
  • 6-7 rametti  di erba cipollina;
  • ¼ di porro;
  • Pane grattato q.b;
  • Sale, pepe, olio evo q.b;

ricette vegan polpette di miglio

Procedimento:

lessate il miglio e le patate (pelate e tagliate a pezzettoni di circa 2 centimetri) nella stessa casseruola, per circa 15 minuti, in acqua bollente salata.

Nel frattempo mondate le bietole e saltatele  in padella per 2-3 minuti (finchè saranno appassite) con un fondo di peperoncino  (a vostro piacimento) ed erba cipollina tritati insieme, uno spicchio d’aglio in “camicia” e 3-4 cucchiai di olio e.v.o; salate, pepate e lasciate intiepidire (togliete lo spicchio d’aglio).

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Scolate miglio e patate e metteteli in una bacinella capiente, schiacciate il tutto con i rebbi di una forchetta per rendere il composto compatto poi aggiungete le bietole tritate (insieme alla loro acqua ed al fondo di cottura delle stesse); amalgamate il tutto fino ad ottenere un composto omogeneo ed adatto ad essere manipolato.

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A questo punto potete fare le polpette di miglio nella forma che preferite (in questo caso sferiche) ma non troppo grosse altrimenti risulteranno poco croccanti dopo la cottura; passatele poi nel pane grattato e disponetele su una placca con carta da forno, cuocetele in forno per circa 20 minuti (meglio usare la funzione grill per renderle più croccanti) avendo cura di girarle a metà cottura.

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Se desiderate potete anche friggerle in abbondante olio di arachide ben caldo (in questo caso la cottura sarà di circa 5 minuti).

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Durante la cottura delle polpette di miglio preparate la crema di fagioli:

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tagliate a julienne molto fine il porro e fatelo imbiondire in padella con un filo d’olio e.v.o e un goccio d’acqua poi frullatelo insieme ai cannellini con un mixer ad immersione, aggiustate di sale e pepe aggiungendo ancora dell’acqua se ce ne fosse bisogno, fino ad ottenere una consistenza cremosa.

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Impiattate il tutto mettendo sul fondo del piatto qualche cucchiaio di crema di fagioli e adagiando sopra di essa le vostre polpette di miglio (se preferite servite la salsa a parte) e completate con qualche rametto di erba cipollina ed un peperoncino fresco come decorazione.

ricette vegan polpette

 

About Author

Lorenzo Iacopini

Lorenzo, 34 anni, Chef e amante della buona tavola. Cerco di alternare alla passione per la cucina quella per i pedali e la montagna. Mi sbizzarrisco nella preparazione di piatti Vegani, soddisfacendo anche le bocche onnivore. Nella mia cucina cerco di esprimere l’importanza della genuinità e dei prodotti del territorio, perché in un mondo sempre più globalizzato è importante non dimenticarsi delle piccole realtà locali; sono proprio queste realtà che ci danno la possibilità di avere quella varietà di sapori che altrimenti sarebbero standardizzati dalle grosse produzioni industriali.

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